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Verstappen e Redbull conquistano il GP di Ungheria, disastro Ferrari

Clamorosa impresa della Red Bull e di Max Verstappen che grazie a una strategia perfetta rimonta dalla 10a posizione in griglia coglie una vittoria che gli permette di allungare in vetta alla generale complice l’harakiri perfetto della Ferrari che non porta nemmeno una macchina sul podio e, sbaglia completamente la strategia di Leclerc, che chiude 6° dopo essere stato a lungo in testa.

Con una gara magistrale per tecnica e strategia Max Verstappen su Red Bull vince il Gp di Ungheria a Budapest, dopo essere partito dalla 10^ posizione in griglia. Strategia che ha invece penalizzato ancora una volta Charles Leclerc, l’unico fra i primi cui siano state montate le disastrose gomme dure nel momento decisivo della gara. Il ferrarista ha chiuso 6°. Sul podio con il campione del Mondo salgono i piloti Mercedes Lewis Hamilton, a sua volta protagonista di una grande rimonta, e George Russell. Carlos Sainz 4° con l’altra Ferrari, davanti a Perez sulla seconda Red Bull.

 

Dati tutti i meriti del caso ad uno straordinario Verstappen, in uno dei momenti più alti della sua sempre più straordinaria carriera in F1, la Ferrari ha ancora una volta gettato alle ortiche una grande occasione anche per un errore di strategia con Leclerc. Le condizioni, è vero, non erano quelle di venerdì, quando le alte temperature assicuravano un vantaggio tangibile alle Ferrari su Red Bull e Mercedes. Vantaggio in parte evaporato nel fresco di domenica, con la macchina che faticava ad avere il passo anche su gomme morbide. Ma la gestione di gara ha comunque inciso. Partire su gomme gialle con entrambi i piloti è stato il primo errore, visto che chi partiva sulle rosse ha poi potuto evitarsi l’incognita delle dure, praticamente mai provate. L’aver poi montato proprio le gomme dure al leader Leclerc, quando il passo delle due Alpine dimostrava chiaramente che non funzionavano, ha sotterrato definitivamente la gara del monegasco, che ha dovuto lasciare strada al rimontante Verstappen ed ingoiare un rospo che non si sarebbe aspettato dopo le qualifiche. Un altro errore che pesa e peserà in classifica, e che racconta di una squadra ancora troppo incline ad andare in crisi di scelta nei momenti topici.