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Tennis: Australian Open Djokovic batte Tommy Paul e conquista la sua decima finale

Novak Djokovic giocherà domenica il suo decimo epilogo dell’Australian Open. Il serbo travolge Tommy Paul 7-5 6-1 6-2 in una semifinale dall’esito molto scontato. 

Novak Djokovic travolge Tommy Paul 7-5 6-1 6-2 in una semifinale dall’esito molto scontato e domenica, per vincere il suo decimo Australian Open e 22° Slam, affronterà Stefanos Tsitsipas (7-6 6-4 6-7 6-3 a Karen Khachanov nell’altra semifinale) con cui ha già 12 precedenti (10 vittorie) e che ha sconfitto in finale al Roland Garros 2020, rimontando per la prima volta in carriera un match da due set a zero. Firmiamo solo per un epilogo ugualmente spettacolare.

Djokovic comincia testando i colpi e dona due palle break in un primo game da dodici punti, poi i regali sono già finiti: 2-0 Nole, che spinge appieno e fin dalla risposta. Paul muove il punteggio sventagliando di dritto contro un Djokovic molto nervoso per ossessione perfezione e forse il presentimento che qualcosa, nonostante maturi un minimo lottato 5-1, stia insospettabilmente andando in direzione contraria.

Perché Tommy Paul dispone comunuque di gran bei colpi e ha un ottimo footwork, perché altrimenti in semifinale Slam non ci starebbe, e “gli bastava” rompere il ghiaccio contro un mostro di bravura per fare “la sua partita” a braccio sciolto: in cambio di rovescio lungolinea, con qualche accelerazione di dritto, sfoderando una gran bella contro-smorzata in avanzamento. Certo, a braccio sciolto finché i punti non scottano… E dopo aver rimontato due break, Paul cede 7-5 il primo parziale.

E poi per esserci partita, Paul deve giocare sulle righe e “limitarsi a vincere” i punti più spettacolari del match, ma sulle accelerazioni di Djokovic il braccio rallenta per non andare fuori controllo… E così non poteva, non può e non potrà mai esserci (specialmente tre su cinque) un testa a testa tra il tennis distruttivo di Nole e il gioco specialmente ordinato di Tommy Paul che lunedì, a venticinque anni, sarà per la prima volta in top-20. Mentre chi vince la finale tra Djokovic e Tsitsipas sarà il nuovo numero 1 mondiale, scalzando l’assente Alcaraz.

È questa la differenza spiegata in un tweet tra l’infinito Djokovic e il buon Paul. È ciò che basta per spiegare questo 7-5 6-1 6-2 in due ore e venti di allenamento intensivo sul centrale di Melbourne Park: nel secondo set da 5-0, al terzo dai titoli di coda cominciati a scorrere su 4-0. Per fare le ultime prove sul palco dello spettacolo finale.