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Sta nascendo la SuperLega con Reichart e la Corte

Forse non si chiamerà neanche Superlega ma avrà un format molto più aperto

Questa nuova competizione dovrebbe diventare una vera e propria Lega dell’Unione Europea, con maggiori valori identitari europei, con promozioni e retrocessioni, solidarietà nei confronti dei non partecipanti e aperta a tutti. Il modello potrebbe comportare due gironi, sul modello delle “conference” americane, da 14 o 16 squadre, che poi sfocerebbero in playoff per decidere il vincitore finale. L’obiettivo è portare a sfide di altissimo livello ogni settimana, quindi un prodotto davvero globale, che possa coinvolgere la passione di un numero sempre maggiore di persone nel mondo, evitando l’egemonia della Premier che le attuali competizioni dell’Uefa finiscono paradossalmente per favorire.

E i campionati nazionali? In questo modello non scomparirebbero e potrebbero conservare la loro dignità e valore, anche continuando a essere una delle vie di accesso alla nuova competizione internazionale. Sì, nella nuova versione della Super League si registra qualche assonanza con la nuova Champions League, quella che partirà dal 2024, ma la differenza sostanziale è nel concentrare i grandi club (e marchi) del calcio europeo, senza garantire loro dei privilegi a priori (ci sarebbero comunque promozioni e retrocessioni), ma piuttosto garantendo al pubblico e a chi trasmetterà le partite (tv o piattaforme streaming) la certezza di avere ogni settimana partite di grande impatto spettacolare e interesse globale. Il tutto ridistribuendo gli introiti su un territorio geopolitico più ampio di quanto accada oggi.