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San Siro nuovo stop al progetto?

Il Comune di Milano sta attendendo le decisioni del governo che sarebbe pronto a fare muro e impedire l’abbattimento del Meazza.

Sempre più ingarbugliata la vicenda San Siro. Secondo la Gazzetta dello Sport, la delibera della Giunta del Comune di Milano, attesa entro il 21 gennaio, non è affatto scontato che arrivi nei tempi previsti e Milan e Inter stanno ripensando di traslocare a Sesto San Giovanni. Palazzo Marino, infatti, sta attendendo le decisioni del Governo, che sarebbe pronto a fare muro e impedire l’abbattimento del Meazza, come invece hanno intenzione di fare nerazzurri e rossoneri dal minuto uno del progetto ‘Cattedrale’.

COSA È SUCCESSO E LE DIVERSE IDEE

Il possibile vincolo relazionale sulla Scala del Calcio, fortemente caldeggiato dal Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, a cui potrebbe aggiungersi quello monumentale che scatta dopo 70 anni (nel 2024), può mandare in soffitta senza appello oltre tre anni di lavori di Inter e Milan. Per le due società costruire un nuovo stadio per far crescere i ricavi è obbligatorio ed è per questo motivo che non c’è altro tempo da perdere. La condizione qua non è, però, l’abbattimento dell’attuale impianto, come ribadito dal presidente del Milan Scaroni in una recente intervista. Il sindaco Beppe Sala, al contrario, è più vicino alla linea del nuovo Governo e preferirebbe il restauro di San Siro. Il leader della Lega, Matteo Salvini, spinge per l’opzione Sesto nell’area dove c’erano le acciaierie Falck.

I TEMPI

A settembre Inter e Milan erano sicure che l’anno chiave per il nuovo San Siro sarebbe stato proprio il 2023, ma i primi giorni di gennaio sembrano cambiare i piani. L’obiettivo era aprire i cantieri nella seconda metà del 2024, giocare la prima partita dentro la Cattedrale nella stagione 2027-2028 e poi passare alla demolizione del Meazza. Scadenze che appaiono sempre più difficili da rispettare e che costringono le milanesi a guardare altrove tra tante incognite e un’unica certezza: il nuovo impianto s’ha da fare e si farà.