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Per Fagioli saranno 7 i mesi di squalifica. Dovrà seguire un piano di cura

Lo juventino patteggia e starà fermo 7 mesiDovrà seguire un piano terapeutico e farsi testimonial, in almeno dieci incontri decisi dalla Federazione, della lotta alla ludopatia. 

Nicolò Fagioli ha patteggiato e per sette mesi non potrà più vestire la maglia della Juventus, né quella azzurra, in incontri ufficiali. Oltre a 12.500 euro di ammenda, la Procura federale ha previsto anche altri 5 mesi (quindi 12 totali) di prescrizioni alternative. Una sanzione totalmente inedita, che abbina la parte afflittiva a quella rieducativa. La Figc vuole dar concretezza al pensiero che il presidente Gabriele Gravina ha espresso su questo caso scommesse (“I nostri ragazzi vanno sanzionati ma non abbandonati”). Queste alcuni passaggi della deposizione di Fagioli al procuratore federale Giuseppe Chiné: “All’inizio un calciatore, avendo molto tempo libero finisce con il provare l’ebrezza della scommessa per vincere la noia. Con il passare del tempo diventa un’ossessione. Ho iniziato a scommettere a Tirrenia nel ritiro della Nazionale Under 21. Col tempo però mi sono trovato in condizione di stress determinato dai debiti. Il periodo più brutto lo passai a marzo-aprile 2023 durante Sassuolo-Juventus feci un errore tecnico e fui sostituito, le lacrime in panchina pensando ai miei debiti delle scommesse”. Quando ero alla Cremonese mia madre mi consigliò di recarmi al Sert per farmi curare, io ci andai alcune volte. Poi basta, ebbi l’illusione di poterne fare a meno e il periodo successivo giocavo in modo compulsivo davanti alla tv su qualsiasi evento sportivo che stessi vedendo, calcio compreso… anche Serie B e Lega Pro. Fu Tonali a dirmi di scommettere su un sito illegale. Ho scommesso su tutto, anche su Torino-Milan, ma non ho mai scommesso sulla Juventus o sulla Cremonese. Decisi di chiedere dei prestiti ad alcuni amici e a un compagno, Gatti, al quale chiesi 40 mila euro dicendogli che mi servivano per comprare un orologio e che avevo i conti bloccati da mia madre”. Questo risale ad ottobre 2022 e quei soldi Fagioli non li ha mai restituiti, nonostante le richieste del compagno. «Altro prestito», sempre di 40 mila euro, “mi fu fatto da Dragusin e da alcuni amici di Piacenza. Ripagherò tutti”. Fu Tonali a dirmi di scommettere su un sito illegale. Ho scommesso su tutto anche su Toro. Milan, ma non ho mai scommesso sulla Juve.  Questo invece il comunicato della Federazione: «Fagioli dovrà partecipare a un piano terapeutico della durata minima di 6 mesi e ad un ciclo di almeno 10 incontri, da svolgersi nell’arco di 5 mesi, presso Associazioni sportive, Centri federali, Centri per il recupero dalla dipendenza dal gioco d’azzardo, e comunque secondo le indicazioni e il programma proposti dalla Figc». Sicuramente lo sconto di pena iniziale di tre anni di squalifica previsti dall’articolo 24 del Codice di Giustizia sportiva per chi scommette sul calcio è importante. Il giovane juventino ha scelto di confessare le sue colpe e dopo il primo interrogatorio voluto dalla Procura si è autodenunciato all’organo di giustizia sportiva. Fagioli era finito nel mirino degli inquirenti già in primavera, dopo un incontro avuto in un bar con una persona tenuta d’occhio dalle forze dell’ordine che stava indagando su un giro di scommesse. In un primo momento si era pensato a un’estorsione, ma le indagini avevano fatto poi emergere il vizio delle scommesse su piattaforme illegali. Ad agosto Fagioli si presenta davanti al capo della Procura federale Chinè. Dice tutto in maniera dettagliata e ogni sua dichiarazione viene poi confermata dagli atti arrivati da Torino, componente determinante per lo sconto. Il ventiduenne collabora, racconta cose che la Procura non sa. Del resto, i nomi di altri giocatori coinvolti già erano presenti nelle chat contenute nel telefono che gli era stato sequestrato. Proprio questa sua disponibilità a fornire elementi nuovi utili alle indagini è stata fondamentale per Chinè: oltre al taglio del 50% della sanzione prevista che si ottiene con un patteggiamento – dunque da 36 a 18 mesi – c’è infatti l’attenuante della collaborazione che ha portato la pena finale a 12 mesi. Va specificato anche che la richiesta iniziale era di tre anni e non più alta soltanto perché tra le scommesse fatte sul calcio non ce n’era nemmeno una su una gara della Juve. I mesi effettivi in cui starà lontano dal campo sono però appena sette e scatteranno da oggi, quando con ogni probabilità sarà pubblicato ufficialmente il patteggiamento anticipato ieri dal comunicato. Significa che Fagioli tornerà a giocare a maggio. È dunque possibile che Nicolò ci sia, di certo potrà giocare la prossima stagione.