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Pallavolo: Paola Egonu lo sfogo sulla critica situazione del razzismo nello sport italiano

Paola Egonu ha bisogno di staccare e non regge più il peso di critiche spesso insensate. Le sue dichiarazioni dopo il bronzo mondiale fanno riflettere, non solo in termini sportivi.

Nella vita, tutto avremmo potuto immaginare tranne che dover rimarcare, ancora una volta, la triste mancanza di cultura sportiva che pervade questo Paese. Se a ciò si aggiunge anche il fatto che, nel celebrare il bronzo mondiale di un’Italvolley ormai stabilmente ai vertici mondiali della Pallavolo, il razzismo riesce comunque a trovare spazio, allora la situazione dell’Italia diventa davvero preoccupante. Lo sfogo di Paola Egonu, l’opposto titolare della Nazionale nonché una delle giocatrici più forti e decisive del mondo, ferma le lancette dell’orologio e ci riporta quasi indietro nel tempo, come se l’evoluzione della società negli ultimi dieci, venti anni non fosse mai avvenuta.
Alla stessa Egonu vengono imputate le colpe del k.o. in semifinale, quell’1-3 contro il Brasile che tanti non riescono a comprendere e, in modo allucinante, perfino a digerire. Finché le critiche riguardano aspetti tecnici, tale attività di pensiero è legittima e rappresenta, di per sé, il sale del mondo sportivo, finanche della società civile. Quando però gli appunti si trasformano in accuse, insinuazioni o rimproveri, significa che la bussola è stata completamente smarrita e si è finiti tutti fuori rotta. Criticare una pallavolista per quanto fa sul taraflex – anche se, nel caso di Egonu, di criticabile ci siano solo piccoli dettagli – è rispettabile; criticare e denigrare una donna per il colore della sua pelle, per le sue opinioni o per le battaglie sociali che porta avanti è invece lo specchio di un Paese ormai fallito, in cui soltanto una tabula rasa potrebbe sistemare qualcosa e far ripartire una società in totale decadimento.
QUANDO SI PERDE, LE CRITICHE RICADONO ANZITUTTO SU DI ME. FA MALE ESSERE ATTACCATA, ANCHE PERCHÉ CI METTO SEMPRE IL CUORE E NON HO MAI MANCATO DI RISPETTO. MI FA RIDERE PENSARE DI AVER LETTO PERSONE CHE MI HANNO CHIESTO PERCHÉ SONO ITALIANA E MI CHIEDO COME MAI DEVO RAPPRESENTARE GENTE DEL GENERE.