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CalcioSupercoppa

Nuove regole per la Supercoppa: niente tempi supplementari. Ecco le motivazioni

Nuove regole per la Supercoppa: niente tempi supplementari. Ecco le motivazioni

In questa edizione si tireranno immediatamente i calci di rigori in caso di parità dopo i 90 minuti di gioco più recupero: ecco il regolamento.

Mancano pochissime ore ormai alla Supercoppa Italiana, che quest’anno ha come novità un mini torneo a quattro squadre a Riyad, in Arabia Saudita, per la prima volta in 36 edizioni della manifestazione. Le quattro protagoniste della scorsa stagione (in campionato e Coppa Italia) si sfideranno tra stasera e lunedì per vincere il primo trofeo del 2024. Le semifinali in calendario sono Napoli-Fiorentina (in programma oggi, giovedì 18 gennaio, alle 20) e Inter-Lazio (domani, venerdì 19, sempre alle 20). La finale tra le due vincenti è in programma lunedì 22 gennaio alle 20. Da regolamento ufficiale, pubblicato dalla Lega Serie A lo scorso 29 dicembre, nella Supercoppa Italiana di quest’anno non sono previsti i tempi supplementari né nelle semifinali né in finale: Secondo il comunicato ufficiale numero 129 della Lega Serie A, pubblicato lo scorso 29 dicembre, in caso di parità alla fine dei 90 minuti regolamentari – più eventuale recupero – le squadre si sfideranno sùbito ai calci di rigori. “Se, al termine dei 90 minuti regolamentari, il risultato sarà in parità, l’arbitro provvederà a far battere i tiri di rigore, con le modalità previste dal Regolamento del Giuoco del Calcio al paragrafo: Procedure per determinare la squadra vincente di una gara (non è prevista la disputa dei tempi supplementari)”. Ovviamente, però, ci sono motivi specifici alla base dell’abolizione: si vuole evitare che i giocatori si stanchino troppo prima della finale. Si pensi a Inter-Lazio, con la vincitrice che tornerà in campo dopo appena due giorni di “stacco” tra venerdì e lunedì. Novanta minuti al posto di 120 fanno la differenza. In più si deve considerare che tutti e tre gli incontri si disputeranno nello stesso stadio, il Re Saud di Riad, e un’ipotetica ora in più di gioco (mezz’ora per semifinale) avrebbe rischiato di presentare alle finaliste un campo in sofferenza al terzo match in cinque giorni.