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Napoli flop, frenata scudetto per Spalletti. Ma non è ancora tutto perso

Impresa della Fiorentina che batte il Napoli 3-2. Per il Napoli il sogno Scudetto si allontana, ma ancora non è tutto perduto.

Se c’è una luce in fondo al tunnel, val la pena di seguirne la scia. Però il Napoli sa bene che nel “dolore” – persino fisico – per quello strappo al sogno, c’è l’energia fresca per (ri)costruire sè stesso. Questa quinta sconfitta in campionato al “Maradona”, l’ottava stagionale nel giardino di casa, ha semplicemente diffuso una comprensibile delusione di massa, l’effetto naturale d’uno shock calcistico, tutto qua. E però è il clima che ha stupito, la matura partecipazione, l’invocazione, l’applauso, la cruda consapevolezza che nello sport c’è chi vince e c’è chi perde o che un’avversaria, stavolta la Fiorentina, sappia essere migliore, più brava, più spavalda e più padrona di una partita. Il Napoli ha già la qualificazione in Champions League nel freezer, l’ha afferrata in anticipo, attraverso una stagione che vivrà in qualche rimpianto e però adesso nella certezza d’essere stata simbolo d’un processo evolutivo che va sfruttato, attraverso le Idee, gli investimenti mirati, l’inevitabile rielaborazione d’un Progetto che ha basi ampie, incoraggianti e addirittura appaganti, poste da una società che ha saputo proiettarsi oltre la normalità, di un’area tecnica che è stata in grado di cogliere i talenti in prospettiva e di Spalletti, che ha rivoltato le sensazioni di smarrimento trovate tra le ceneri del quinto posto di maggio. Ma, soprattutto, la diversità stavolta è in Napoli e questo segna un confine netto con il passato, forse persino con la Storia, con il proprio vissuto e con la tendenza a sgretolarsi.