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Italia, Buffon è il nuovo capo delegazione. Ecco le sue dichiarazioni

Dopo la presentazione di Luciano Spalletti come nuovo ct della Nazionale, a Coverciano è il giorno di Gigi Buffon, il capodelegazione che prenderà il posto che un tempo fu di Luca Vialli.

A Coverciano inizia l’era della Nazionale Luciano Spalletti. E oltre al nuovo allenatore della maglia azzurra c’è Gigi Buffon, che per la prima volta si è messo davanti al microfono come capitano della delegazione azzurra dopo aver lasciato il calcio. “Torno in un ambiente che credo di conoscere bene – ha commentato da Coverciano -, il mio ruolo sarà quello di dare un piccolo contributo alle dinamiche che dovremo affrontare. Sono un uomo felice, felice e orgoglioso di questo ruolo”. Gigi Buffon prende il posto che fu di Gianluca Vialli: “Il ricordo è bellissimo, avevamo un rapporto straordinario. Pensare di essere al suo pari è presuntuoso e sbagliato, non sarei all’altezza di ciò che ha fatto lui. Il mio compito è farmi apprezzare per quello che sono”. L’ex capitano della Nazionale torna a Coverciano in un nuovo ruolo dopo non aver mai salutato la maglia azzurra: “Mi hanno chiesto di farne una – ha svelato lo stesso Buffon -, ma non mi andava perché non penso fosse una cosa giusta. La maglia Azzurra va apprezzata e venire qui per me significava vedere i monumenti del calcio italiano. I giovani si aiutano così, appassionandoli come faceva mio padre coi suoi racconti. Poi se la Nazionale è vincente, aiuta”. La decisione di ritirarsi è stata presa recentemente da Gigi Buffon: “Non è difficile smettere, alla mia età. Mi sono fatto male e quello era un segnale, era ora di chiudere la porta. A Cagliari, nello spogliatoio, ho deciso di fermarmi”. Ora, con la Nazionale, è il momento di porsi nuovi obiettivi: “Non penso ci sia il rischio di indietreggiare nel calcio italiano che non penso sia minore. Ci sono degli obiettivi minimi che una squadra come la nostra deve raggiungere”. Uno di questi dopo l’Europeo 2024 da raggiungere è quello di tornare a disputare un Mondiale, un cruccio per l’ex portiere: “Avrei voluto fare il sesto mondiale, sarebbe stato unico. L’Europeo vinto è stata una magia, un obiettivo raggiunto anche grazie a situazioni fortunate e la stessa cosa al contrario vale per il mancato mondiale. Tra rigori sbagliati e altro è stato il dazio per la vittoria di Wembley”. “In questi giorni – conclude Buffon – ho avuto modo di essere vicino al presidente, all’allenatore e al suo staff, e ho sentito parlare dei concetti e dei valori fondamentali per raggiungere determinati obiettivi: ho la sensazione che l’Italia con Spalletti abbia trovato l’uomo giusto al momento giusto. Ho poco da aggiungere ai suoi concetti, con un ct così secondo me dovrò parlare poco”. Per quanto riguarda l’addio di Mancini, Buffon segue la linea del presidente federale Gravina: “E’ stata una decisione inaspettata alla quale però la Figc ha risposto con convinzione e velocità. Questa è la cosa che interessa di più al mondo azzurro”.