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Formula1: Gran Premio di Singapore vince Perez davanti Leclerc e Sainz

Vince Perez davanti a Leclerc e Sainz. Il messicano penalizzato di 5” per “distanza non mantenuta” in regime di safety car salva il successo visto il vantaggio di 7”5 sul monegasco della Ferrari. 

Sergio Perez ha ufficialmente vinto il GP di Singapore. Il messicano ha ricevuto una penalità di 5 secondi sul tempo d’arrivo, 2 punti sulla patente e una reprimenda. L’alfiere della Red Bull vince dunque con 2.5 secondi di vantaggio su Charles Leclerc, la classifica di gara non cambia.

Un pesante acquazzone si abbatte su Singapore che inonda la pista un paio d’ore prima dell’orario programmato per la partenza del Gran Premio. Di conseguenza il via alla gara viene rimandato di circa un’ora per permettere che la tempesta passi e il tracciato torni praticabile. Quantomeno l’asfalto drena rapidamente. L’asciutto, però, è un concetto ben diverso. Quindi al via gomme intermedie per tutti, con la prospettiva di passare successivamente alle slick.

Allo spegnimento dei semafori il più lesto è Sergio Perez, che prende il comando davanti alle due Ferrari di Charles Leclerc e Carlos Sainz. Lo spagnolo si fa energicamente largo ai danni di Lewis Hamilton, quarto. Il messicano e il monegasco procedono di pari passo. Lo spagnolo, invece, non riesce a tenere il loro ritmo. Dal canto suo Max Verstappen scatta al rallentatore, perdendo diverse posizioni. L’olandese deve quindi remare ancora più del previsto per risalire la china.

Il primo avvenimento degno di nota si verifica al 21° giro, quando Fernando Alonso si ritira per un problema alla power unit. Viene indetta una virtual safety car e George Russell, disperso nelle retrovie dopo essere partito dai box, tenta l’azzardo delle gomme da asciutto. Il britannico si trova pertanto a fare da cavia, ma i suoi tempi sono altissimi (gira 6” più lento di chi ha le intermedie). Poche tornate dopo anche il motore dell’altra Alpine va arrosto, nuova VSC, ma in pit-lane nulla si muove.

Dopo un’ora e un quarto pressoché soporifero, le polveri si accendono all’improvviso. Hamilton va dritto, tocca le barriere e danneggia l’alettone anteriore. I tempi di Russell si abbassano esponenzialmente e tutti si fiondano ai box per montare le slick. Quindi Tsunoda si schianta e provoca l’ingresso della safety car. Pertanto, si riparte da zero, ma stavolta con gomme da asciutto! Diventa, inoltre, ovvio come la gara si concluderà al limite delle 2 ore.

Alla ripartenza Verstappen, ora quinto, esagera nel tentativo di scavalcare Norris. Finisce per spiattellare gli pneumatici ed è costretto a cambiarli di nuovo. La notizia è però rappresentata dal fatto che Checo finisce sotto investigazione per aver lasciato troppo spazio tra sé e la Safety Car nel momento della ripartenza, ponendosi a rischio penalità. Il messicano, si mette quindi a spingere come un ossesso con l’obiettivo di tagliare il traguardo con almeno 5” di vantaggio sul monegasco.

Ce la fa, perché rifila 7″595 al rivale.