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Formula 1: Max Verstappen vince in Canada ed eguaglia Senna per record di vittorie

Verstappen coglie il 4° successo consecutivo in Canada e regala a Red Bull la vittoria n°100 in F1. Il fuoriclasse olandese, con il 6° exploit in 8 gare dell’anno eguaglia anche un mito come Ayrton Senna per numero di vittorie in carriera.

Io sono leggenda. Da oggi c’è un motivo per pensarlo, visto che Max Verstappen – il pilota più dominante della Formula 1 contemporanea – non solo è riuscito a regalare alla Red Bull la vittoria n°100, permettendo alla scuderia di Milton Keynes di diventare il 5° team della F1 a raggiungere la tripla cifra di successi dopo Ferrari (242), McLaren (183), Mercedes (125) e Williams (114), ma ha anche eguagliato il numero di hurrà di un mito assoluto della categoria come Ayrton Senna. 41 successi proprio come il fuoriclasse brasiliano, un pilota che ha scritto la storia proprio come la stava riscrivendo a suon di prestazione superlative, pole e gare impeccabili Super Max che anche a Montreal non ha lasciato nemmeno le briciole agli avversari, dominando dal primo all’ultimo metro e andandosi a prendere la sesta W in 8 gare (la quarta di fila) e l’ottavo podio in altrettante gare.

Pietre miliari e podio regale nell’ottavo round del Mondiale con Alonso e Hamilton. A Montreal si riaccende la rivalità tra ex compagni di squadra: lo spagnolo viene bruciato in partenza dal sette volte iridato, il 41enne dell’Aston Martin prima “simula” un unsafe release dell’inglese poi si riprende il piazzamento d’onore in pista pochi giri dopo la ripartenza, fino a difendere il risultato nel finale. E la Ferrari? Sembra paradossale ma è la miglior prestazione stagionale per i valori mostrati dalla SF-23 sul campo: Leclerc e Sainz risalgono fino al 4° e 5° posto grazie all’ottima gestione delle gomme, fin qui tra i grossi punti deboli della rossa. È davvero mancato solamente il podio per gioire a pieno, negato probabilmente delle amare qualifiche, ma finalmente la SF-23 ha mantenuto un ritmo competitivo per tutto il corso della gara, cosa che si era vista raramente in questi primi tre mesi e mezzo.