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Disastro Italia, di nuovo fuori dal Mondiale

Tante occasioni per la squadra di Mancini, che spreca troppo. Trajkovski fa esultare la Macedonia del Nord.

Addio Mondiale, addio Europeo, addio tutto. Un assedio tanto generoso quanto inutile, e al 47’ del secondo tempo ecco che succede quello che si era temuto per tutta la gara: Italia-Macedonia 0-1. È finita l’avventura, l’Italia non c’è più, il gioco di Mancini non esiste più, e forse si possono salvare Bastoni, Verratti, un po’ Florenzi e Raspadori. Il resto no. Inguardabili Immobile e Insigne, male Mancini, male Barella, Jorginho lontanissimo da quello che era. Meritiamo di stare fuori dal Mondiale. La Macedonia si giocherà lo spareggio con il Portogallo. Noi di nuovo nel baratro. Sfortunati, un po’, ma non troppo. Da incubo tutto il primo tempo. Gli azzurri restano all’attacco per tutti i 45’ minuti perché la Macedonia, forse per strategia, forse per limiti, non riesce a superare il centrocampo e si affaccia soltanto due volte dalle parti di Donnarumma per errori che lanciano il contropiede. Nel primo caso è da applausi il recupero di Florenzi, nel secondo Trajkovski per fortuna tira centrale. Il resto è Italia, ma senza entusiasmo. Sei, sette tiri, alla fine di azioni confuse, la palla a lungo tra i piedi. Una sola occasione clamorosa, quando il portiere Dimitrievski sbaglia rilancio e Berardi ha la porta libera: tiro sbagliato e il portiere macedone riesce addirittura a recuperare. Non inganni la sfilata di occasioni. Il tiro di Emerson è deviato. Barella impreciso. Insigne vede l’angolo ma da lontano e Dimitrievski salva in angolo. Immobile stoppato anche lui. Troppi sono sotto standard, Insigne, Immobile, Barella, Jorginho, Mancini. Nel primo tempo solo Florenzi, un Bastoni sempre più sicuro, Verratti e Berardi. E un tempo se ne va mentre arrivano notizie del 2-0 del Portogallo alla Turchia in 45 minuti. Non cambia niente nella ripresa, anzi l’assedio si fa impressionante e svetta Berardi che in venti minuti va quattro volte al tiro: un errore ma tre conclusioni da gol, il palo sfiorato, il difensore sulla traiettoria. Anche sfortunati gli azzurri che cambiano assetto con Raspadori per Insigne dopo una ventina di minuti: il napoletano poteva, anzi doveva dare di più. Il baby del Sassuolo dà velocità in attacco, ma la Macedonia è letteralmente un muro che respinge ogni conclusione. Dentro anche Pellegrini per Immobile e Tonali al posto di Barella, ma assedio disperato e intanto in Portogallo la Turchia sbaglia il rigore del 2-2. Poi il colpo fatale di Trajkovski. Non è giusto ma la Macedonia non ci ha rubato assolutamente niente. Siamo noi che ci siamo persi per strada.