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ATP Masters Parigi Bercy: Super Musetti

Ennesima prestazione da incorniciare del carrarino che batte in rimonta il n° 3 del tabellone 4-6 6-4 6-4 in poco più di due ore e raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale a livello 1000.

Lorenzo Musetti incanta Parigi e raggiunge per la prima volta in carriera i quarti di finale in un Masters 1000, certificando la crescita esponenziale degli ultimi mesi, dal successo ad Amburgo in poi. Sul Centrale di Bercy la testa di serie n° 3 del tabellone, Casper Ruud, si arrende 4-6 6-4 6-4 sotto i colpi dell’azzurro in stato di grazia. Si tratta del primo top5 al mondo battuto dall’allievo di Simone Tartarini che ora attende il vincente di Djokovic-Khachanov: sia il serbo che il russo hanno vinto il torneo all’ombra della Tour Eiffel in passato.

Lorenzo parte forte e regge lo scambio con il finalista di Roland Garros e US Open, guadagnandosi due palle break, prontamente annullate dal norvegese nel quinto gioco. Il set si trascina senza altri sussulti fino al 4-5 e servizio Musetti dove il carrarino – che fino a qui ha un bilancio di 19-4 sul proprio servizio – dal 40-15 incappa in tre errori consecutivi che compromettono il parziale: 6-4. L’allievo di Simone Tartarini si tocca la tempia come dire “Mi è mancata la testa sul più bello”.
L’azzurro rimane aggrappato alla partita mostrando solidità mentale anche nelle scelte tattiche e nel quinto game questa volta strappa il servizio all’avversario che fatica a trovare continuità col diritto. Lorenzo perde a sua volta il turno di battuta, ma sfrutta un nuovo passaggio a vuoto di Ruud che litiga ancora col diritto: i gratuiti dello scandinavo nel secondo parziale sono 6, i punti vinti con la seconda solo il 38%. Musetti, sempre più lucido, in questa fase del match si “appoggia” e attende l’errore dall’altra parte della rete. Dopo un’ora e mezza 4-6 6-4, mentre Ruud chiede l’intervento del fisioterapista per un massaggio addominale.
Nel terzo e decisivo set Musetti sfrutta la “solita” palla break nel quinto game e mette la freccia, consolidando il vantaggio con un game al servizio da incorniciare tra recuperi lungolinea, smorzate e volèe millimetriche. L’inerzia è tutta dalla parte dell’azzurro che rimane on serve fino alla fine e chiude con quattro vincenti, il manifesto del suo tennis: passante di rovescio lungolinea, demivolée di diritto in diagonale, ace al centro e volée di rovescio lungolinea, Game (a zero), set and match. “Non si può giocare meglio di così